I nostri antenati identici

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Secondo alcune stime, l’umanità contemporanea condivide antenati in comune vissuti alcune migliaia di anni fa, ciò significa che basta tornare indietro di poche migliaia di anni, per scoprire che siamo tutti imparentati. La statistica è stata fatta in base al fatto, che più si torna indietro nel tempo, più si ripetono gli stessi antenati in tutti gli alberi genealogici della popolazione attuale. Ad gni generazione il numero dei nostri ascendenti si raddoppia, considerando che abbiamo 2 genitori, 4 nonni e 8 bisnonni ecc… ecc…, se avessimo tutti un origine indipendente, significherebbe che qualche migliaio di anni addietro, la popolazione globale doveva essere molto più numerosa, invece è risaputo che la popolazione è cresciuta enormemente negli ultimi secoli, da ciò si può dedurre che la popolazione attuale, debba discendere da un numero relativamente piccolo di antenati. Consideriamo ad esempio la singola Europa, oggi siamo in oltre 700 milioni di abitanti, se qui in Europa avessimo tutti un origine indipendente, significherebbe tra i 1000 e i 3000 anni fa, vi erano circa un miliardo di abitanti, mentre invece si stima che vi erano tra i 10 e i 30 milioni di abitanti in quel periodo. Questo significa che la popolazione Europea attuale, debba discendere da un numero relativamente piccolo di antenati in comune, in pratica basta tornare indietro di 2000-3000 anni per scoprire che tutti condividiamo gli stessi antenati, più ci avviciniamo alle nostre regioni di origine, più le parentele in comune con gli abitanti della stessa area, sono recenti. Addirittura ad eccezione degli Italiani, della Spagnoli e dei Francesi, molti Europei condividono antenati in comune tra loro, vissuti appena 1000 anni fa, in quanto le grandi ondate migratorie avvenute negli ultimi mille anni, hanno comportato ad una “sostituzione” delle popolazione preesistenti. In Italia invece, il relativo isolamento geografico, ha limitato la sostituzione della popolazione dal punto di vista genetico, consentendo un mantenimento delle fiorenti e più antiche popolazioni autoctone, di conseguenza oggigiorno, gli Italiani condividono più antenati in comune tra loro e con gli altri Europei, con antenati vissuti oltre i 2300 anni fa.

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Le popolazioni più imparentate in Europa sono gli Albanesi, negli ultimi 1500 anni, tutti gli Albanesi condividono tra loro in media circa 600 antenati in comune, i meno imparentato invece sono gli Italiani, loro condividono in media appena 8 antenati negli ultimi 1500 anni e solamente 2 antenati, con qualsiasi altro Europeo, gli Spagnoli ne condividono in media 30, tuttavia oltre i 2500 anni, la situazione dell’Europa Latina, tende ad alinearsi a quella degli altri paesi Europei. Teoricamente non si dovrebbe andare molto più indietro, probabilmente non oltre i 3000 anni, per scoprire che noi Europei, siamo tutti imparentati tra noi e questa tendenza potrebbe valere per qualsiasi regione del globo, più si retrocede nel tempo, più le parentele in comune, si estendono ad aree geografiche distanti, fino ad arrivare ad un punto, dove tutti gli individui di tutte le popolazioni mondiali, condividono antenati in comune, questo punto viene definito “IA: Identical Ancestor” e statisticamente si calcola che possa risalire tra i 5000 e i 7000 anni fa. Indipendentemente dal colore della pelle, dalla lingua che si parla, oltre quell’epoca, condividiamo tutti gli stessi antenati, gli stessi antenati si ripetono in tutti gli alberi genealogici di tutti gli individui oggi in vita. Il più recente antenato condiviso da tutta l’umanità contemporanea invece (MRCA: Most Recent Common Ancestor), si stima sia vissuto più probabilmente attorno ai 3000 anni fa (comunque entro un lasso di tempo compreso tra i 2000 e i 5000 anni), presumibilmente nell’estremo Oriente.

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In pratica le persone che vissero 5000-7000 anni fa, sono gli antenati di tutti o di nessuno, proprio come le persone oggi in vita, saranno gli antenati di tutti o di nessuno tra le persone che popoleranno la terra tra circa 3000-5000 anni. Tecnicamente si stima che l’80% della popolazione presente circa 5000-7000 anni fa (circa 16 milioni di individui) è l’antenata comune di tutti noi, mentre il 20% della popolazione vissuta nella stessa epoca (circa 4 milioni di individui), non è l’antenato di nessuno tra la popolazione attuale, in quanto tra questo 20% della popolazione allora esistente, o non lasciarono eredi, o le loro discendenze non sono arrivate a quest’epoca estinguendosi prima. Tuttavia per antenati comuni, non si intende affatto che tornando indietro di 5000-7000 anni, siamo tutti fratelli e sorelle, in quanto in tali epoche non vissero i diretti progenitori di tutto il genere umano, ma fondamentalmente possiamo affermare che tornando indietro a quelle epoche, siamo tutti cugini. Ma se tornando indietro di appena 5000-7000 anni, tutti noi condividiamo gli stessi identici antenati, appare logico chiedersi come mai oggi si riscontrano evidenti differenze somatiche tra le diverse popolazioni globali. La risposta sta nel fatto che, se è vero che noi tutti condividiamo gli stessi antenati, ciò non significa che tutti abbiamo ricevuto le stesse informazioni genetiche da quella piscina ancestrale comune. È vero che ognuno di noi ottiene esattamente la metà dei nostri geni dai nostri padri e la metà delle nostre madri. Ma quando si passa i nostri geni ai nostri figli, ogni bambino riceve esattamente la metà da ciascun genitore, ma questo non implica che ottengono per forza esattamente un quarto da ogni nonno. Ciò che è vero, è che in media, ogni bambino riceve un quarto dei geni da ogni nonno. La ragione di questo è perché quando si forma uno spermatozoo, l’informazione genetica (diciamo nell’ovulo formato nella madre), che va in esso, subisce un processo di ricombinazione in cui i geni della madre ottenuti dai genitori, si mischiano prima del trasferimento nell’ovulo. È quindi teoricamente possibile, anche se molto improbabile, che un bambino avrà informazioni genetiche pari a zero da uno dei suoi quattro nonni. Inoltre, quando si retrocede alla precedente generazione, le informazioni genetiche medie ricevute da un bambino è ora solo di un ottavo da un singolo bisnonno. Dopo molte generazioni, anche il contributo genetico medio di qualcuno, per ogni discendente si avvicina a zero, e non è difficile immaginare che lontani antenati, avranno discendenti che da loro hanno ereditato praticamente nessuna delle loro informazioni genetiche. In realtà, come Rohde, Olson e Chang dicono, “perché il DNA è ereditato in segmenti relativamente grandi da antenati, un individuo riceve poco o nessun patrimonio genetico evidente dalla stragrande maggioranza degli antenati che vivono presso il punto degli antenati identici (IA: Identical Ancestor)”. Inoltre, alcuni antenati possono apparire molto più spesso di quanto non facciano altri sull’albero genealogico di ogni singolo individuo, e possono quindi contribuire maggiormente per il suo patrimonio genetico. Ad esempio, un’attuale Finlandese, deve generalmente la maggior parte della sua discendenza da persone che hanno vissuto nel Nord Europa, dal punto degli antenati identici, dunque negli ultimi 5000 anni, e una parte molto più piccola da persone che hanno vissuto in tutto il resto del mondo. Dunque anche se tutti abbiamo la stessa serie di antenati, la quantità di informazione genetica ricevuta da qualunque antenato, varia notevolmente da persona a persona. Alcune persone ancora oggigiorno hanno un senso di orgoglio razziale pensando di rappresentare le “razze pure”. Questa ricerca sostiene che questa visione è del tutto errata. Nessuno di noi è “di razza pura”, ma bensì siamo tutti cugini relativamente vicini.

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Per quanto concerne nostri diretti progenitori di tutti noi, praticamente i progenitori di tutto il genere umano attuale, vissero in tempi molto più remoti e concidono con l’Eva mitocodriale vissuta in Africa tra i 160000 e i 200000 anni fa, e l’Adamo Y, vissuto anch’esso in Africa tra i 65000 e i 95000 anni fa. Per sostenere che siamo tutti fratelli e sorelle, praticamente dovremmo tornare indietro a tali epoche. Il fatto che le due linee, quella materna e paterna, non risalgano allo stesso periodo, coincide con il fatto che la popolazione venne decimata da un improvviso cambiamento climatico avvenuto a seguito dell’eruzione del Lago Toba in Indonesia, verso i 125000 anni fa, la nostra specie venne portata sull’orlo di un estinzione.

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Si stima che da oltre 10000 individui, la popolazione venne portata ad un qualche centinaio di individui, che sopravvissero lungo le coste del Sud Africa ad una rapida variazione climatica avvenuta a seguito dell’enorme eruzione vulcanica, oggi siamo oltre 7 miliardi di persone, tutti diretti discendenti da questa piccola popolazione che sopravvisse nel Sud Africa.

Ad oggi, negli ultimi 100000 anni, si stima che ben 82.225.000.000 uomini sono nati e sono vissuti sulla Terra, con un margine di incertezza dell’1%.

Flavio Scolari

One Response to I nostri antenati identici

  1. [...] millenni, ogniuno di noi troverebbe certamente antenati in tutto il mondo ricordate il discorso del punto degli antenati identici? Ma le proprie informazioni genetiche sono state ereditate da antenati vissuti prevalentemente [...]

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