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	<title>Clima Meteo 24 &#187; temporali</title>
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	<description>Il portale sul tempo che fà e sul clima che cambia</description>
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		<title>Maltempo al Sud Italia, piogge e temporali in arrivo. Debole neve al Nordovest</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Nov 2013 07:44:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Biagioli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La situazione. Un intenso peggioramento di carattere temporalesco è atteso nelle prossime ore sulle regioni meridionali. Intense celle sono in formazione sul Mar Ionio e risalgono verso Nord; entro la mattina sono attesi rovesci e temporali diffusi sulle regioni ioniche. Dalle immagini dal satellite si nota la grossa struttura a sudovest della Sicilia, una supercella auto-rigenerante]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La situazione. </strong>Un intenso peggioramento di carattere temporalesco è atteso nelle prossime ore sulle regioni meridionali. Intense celle sono in formazione sul Mar Ionio e risalgono verso Nord; <strong>entro la mattina sono attesi rovesci e temporali diffusi sulle regioni ioniche</strong>. Dalle immagini dal satellite si nota la grossa struttura a sudovest della Sicilia, una supercella auto-rigenerante all&#8217; interno della quale sono segnalate numerose fulminazioni. A Nord un fronte<span id="more-4465"></span> nuvoloso ben definito ha valicato le Alpi. Nubi alte e stratificate coprono il Nord Italia fino alla media Toscana e alla Romagna. Si forma un blando minimo sul Mar Ligure. Nuvolosità più intensa si addensa al Nordovest, in particolar modo su <strong>Basso Piemonte con possibili nevicate</strong> fino a bassa quota.</p>
<div id="attachment_4466" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.climameteo24.com/wp-content/uploads/2013/11/satellite2.jpg"><img class="size-medium wp-image-4466 " alt="Immagini da satellite. Fonte Sat24.com" src="http://www.climameteo24.com/wp-content/uploads/2013/11/satellite2-300x237.jpg" width="300" height="237" /></a><p class="wp-caption-text">Immagini da satellite. Fonte Sat24.com</p></div>
<p>Dalle mappe si prevedono precipitazioni abbondanti anche a <strong>carattere temporalesco sul Mar Ionio</strong> nelle prossime ore. Piogge deboli su <strong>Sicilia orientale e Calabria Ionica</strong> in intensificazione nel corso delle ore con temporali più intensi sulle aree costiere. Aumento della nuvolosità su <strong>Metapontino e Salento con deboli piogge</strong> in arrivo in tarda mattinata. Al <strong>Nord</strong> peggiora su Basso Piemonte con <strong>piogge e nevicate deboli o moderate oltre i 4-500 metri su Cuneese</strong>, Astigiano, Alessandrino occidentale. Nel pomeriggio ulteriore peggioramento al Sud, ancora fenomeni al Nordovest, con deboli nevicate fino a quote collinari ma in miglioramento nel corso delle ore.</p>
<div id="attachment_4468" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.climameteo24.com/wp-content/uploads/2013/11/mappe-Lothar.jpg"><img class="size-medium wp-image-4468 " alt="Mappe Lothar" src="http://www.climameteo24.com/wp-content/uploads/2013/11/mappe-Lothar-300x250.jpg" width="300" height="250" /></a><p class="wp-caption-text">Precipitazioni attese entro le ore 13 italiane. Mappe Lothar.data</p></div>
<p>Seguiremo potenziali elementi di criticità di maltempo attesi nelle prossime 24-48 al Sud Italia fornendo aggiornamenti durante il corso della giornata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A cura di <strong>Marco Biagioli</strong></p>
<p><strong>STAFF Clima Meteo 24</strong></p>
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		<title>Meteo LIVE. Forti temporali su Sardegna, peggioramento in arrivo su coste Tirreniche</title>
		<link>http://www.climameteo24.com/meteorologia/meteo-live-forti-temporali-sardegna-peggioramento-tirreniche-18-novembre/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 Nov 2013 18:47:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Biagioli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Meteo]]></category>
		<category><![CDATA[Previsioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Situazione Una vasta depressione presente sul Mediterraneo centro-occidentale veicola correnti umide verso l&#8217; Italia. Dalla notte forti nubifragi e temporali hanno colpito la Sardegna con accumuli vicini anche ai 200 mm su molte zone. Un ponte è crollato a Orosei, nel Nuorese e diversi torrenti sono esondati. Piogge diffuse hanno interessato le regioni di Nordovest,]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Situazione</strong><br />
Una vasta depressione presente sul Mediterraneo centro-occidentale veicola correnti umide verso l&#8217; Italia. Dalla notte forti nubifragi e temporali hanno colpito la Sardegna con accumuli vicini anche ai 200 mm su molte zone. Un ponte è crollato a Orosei, nel Nuorese e diversi torrenti sono esondati. Piogge diffuse hanno interessato le regioni di Nordovest, con nevicate sulle Alpi occidentali al di sopra dei 1500-1600 metri. Tutta l&#8217; Italia è ricoperta da uno strato di nubi ma al momento<span id="more-4350"></span> non si segnalano forti precipitazioni. Le ultime immagini dal satellite mostrano però l&#8217; avvicinamento delle fulminazioni alle coste tirreniche di Lazio e Toscana e la risalita di nuvolosità più corposa verso il Nordovest</p>
<p><strong>Previsione prossime ore</strong><br />
Nella notte infatti aumentano le possibilità di temporali e rovesci su queste zone. I temporali dovrebbero colpire principalmente le aree costiere ma non si escludono sconfinamenti anche alle aree interne nella notte e nelle prime ore di Domani. Al Nordovest i fenomeni dovrebbero divenire più intensi in particolar modo sul Basso Piemonte con nevicate oltre i 1300-1400 metri di quota. Peggioramento anche su Estremo Sud, con piogge su Sicilia, Calabria, anche a carattere di temporale. Peggioramento anche sul resto d&#8217; Italia con deboli piogge al Nordest e su zone interne di tutte le regioni tirreniche. Temperature in lieve aumento, venti di scirocco anche intensi su Sardegna e Tirreno.</p>
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		<title>Nefodina: monitoraggio dei temporali</title>
		<link>http://www.climameteo24.com/clima/nefodina-monitoraggio-dei-temporali/</link>
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		<pubDate>Tue, 05 May 2009 10:20:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Flavio Scolari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[celle convettive]]></category>
		<category><![CDATA[nefodina]]></category>
		<category><![CDATA[nubi]]></category>
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		<description><![CDATA[Un esempio di sistema per il monitoraggio dei temporali è quello di Nefodina, ma come funziona?

Inanzitutto è bene ricordare che una nube, più è elevata, meglio sarà visibile alle immagini satellitari riprese all'infrarosso poichè aventi una temperatura inferiore, vicaversa le nubi poste negli strati medio-bassi della troposfera, avendo una temperatura più elevata, risultano meno visibili alle immagini satellitari infrarosse.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>n esempio di sistema per il monitoraggio dei temporali è quello di Nefodina, ma come funziona? Inanzitutto è bene ricordare che una nube, più è elevata, meglio sarà visibile alle immagini satellitari riprese all’infrarosso poichè aventi una temperatura inferiore, vicaversa le nubi poste negli strati medio-bassi della troposfera, avendo una temperatura più elevata, risultano meno visibili alle immagini satellitari infrarosse.<span id="more-645"></span></p>
<p>Il sistema Nefodina si basa sul concetto che una nube avente uno sviluppo verticale, tenderà gradualmente ad assumere una maggior luminosità se viste ad un’immagine avente una lunghezza d’onda leggermente inferiore alla luce percepita dall’occhio umano, poichè la nube tende ad elevarsi ad una porzione verticale di atmosfera, costituita da aria gradualmente più fredda.</p>
<p>Nefodina utilitta una combinazione di immagini riprese all’infrarosso e alla frequenza dell’assorbimento del vapore acqueo presente all’interno dellla troposfera, ossia alla lunghezza delle Microonde.</p>
<p>In questo modo si possono estrapolare importanti informazioni inerenti la morfologia e la struttura di un determinato sistema nuvoloso, come ad esempio l’altezza della copertura nuvolosa attraverso l’analisi della temperature rilevata alla simmità della nube.</p>
<p>Non da meno importanza si possono individuare le singole celle temporalesche (convettive: ossia sotate di movimenti verticali attraverso la troposfera) che compongono la struttura nuvolosa presa in considerazione.</p>
<p>In poche parole attraverso l’assemblamento delle immagini riprese dai satelliti Meteosat all’infrarosso ogni 15 minuti, si analizza l’andamento termico della sommità delle nubi, Nefodina è così in grado di riprodurre lo sviluppo verticale delle nubi presenti su una determinata erea geografica, un movimento che verrà rappresentato in falsi colori, in tal modo si riuscirà a stabilire con una certa precisione se si tratta di celle convettive in fase di sviluppo o rispettivamente in fase di dissolvimento.</p>
<p><a href="http://www.climameteo24.com/wp-content/uploads/2009/05/nefodina01xm9.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-2815" alt="nefodina01xm9" src="http://www.climameteo24.com/wp-content/uploads/2009/05/nefodina01xm9-300x300.png" width="300" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://www.climameteo24.com/wp-content/uploads/2009/05/nefodina02nf81.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-2817" alt="nefodina02nf8" src="http://www.climameteo24.com/wp-content/uploads/2009/05/nefodina02nf81-300x300.png" width="300" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un esempio di immagine elaborata da Nefodina sull’area Mediterranea, analogamente esiste un area di osservazione estesa da Gibilterra a Cipro.</p>
<p>Il Blu scuro viene utilittato per le nubi più calde, ossia poste alle quote inferiori, in Blu chiaro per le nubi poste all’interno della media troposfera, mentre il Giallo per le nubi più fredde, ossia poste all’interno dell’alta troposfera.</p>
<p>Il Rosso e il Rosa vengono invece utilizzati per evidenziare quelle nubi dotate di forti moti verticali, meglio note come celle convettive.</p>
<p>Il Rosso evidenzia le celle convettive previste in fase di accrescimento, mentre il Rosa evidenzia le celle convettive previste in fase di dissolvimento, il Rosso scuro invece indica la regione di maggior covettività del corpo nuvoloso.</p>
<p>Attendibilità del modello: si è stabilito che Nefodina ha un margine di errore del 11% nella previsione dei temporali nell’arco dei successivi 15 minuti, del 13% nella previsione dei temporali dei successivi 30 minuti, dunque mediamente si ha una probabilità dell’87% che l’evuluzione prevista da Nefodina si realizzi entro i successivi 30 minuti, con un indice di correlazione misurato dello 0,8 tra la previsione dell’evoluzione dei temporali elaborata dalla rete Nefodina e dalla reale evoluzione dei sistemi temporaleschi.</p>
<p>Questo meccanismo può essere utile al fine di poter definirne la distribuzione e l’entità di un evento, inoltre risulta di grande importanza per poter prevenire eventuali fenomeni di forte intensità.</p>
<p>I risultati di Nefodina verranno poi combinati con il prodotto definito Lampinet in grado di rilevare l’attività elettrica presente all’interno di un temporale, ossia la fulminazione presente in una determinata area geografica consentendo di avere un quadro più completo sulle caratteristiche meteorologiche presenti sull’area presa in considerazione.</p>
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		<title>Temporali di neve, un fenomeno piuttosto raro.</title>
		<link>http://www.climameteo24.com/meteorologia/temporali-di-neve-un-fenomeno-piuttosto-raro/</link>
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		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 16:55:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Flavio Scolari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Meteo]]></category>
		<category><![CDATA[neve]]></category>
		<category><![CDATA[temporali]]></category>
		<category><![CDATA[ticino]]></category>

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		<description><![CDATA[I temporali invernali accompagnati da nevicate fin sulle pianure sono certamente uno dei fenomeni più suggestivi, nel canton Ticino accadde durante la serata del 19 febbraio 2006.

In genere i temporali si formano quando l'aria al suolo riesce a scaldarsi a tal punto da produrre un moto ascendente (termica), la "bolla" d'aria calda salendo verso l'alto tende ad espandersi e a raffreddarsi di conseguenze in quanto la densità dell'aria diminuisce considerevolmente con l'altezze all'interno della troposfera, ossia fin verso i 12000 metri di altezza sopra le nostre medie latitudini.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>I temporali invernali accompagnati da nevicate fin sulle pianure sono certamente uno dei fenomeni più suggestivi, nel canton Ticino accadde durante la serata del 19 febbraio 2006. In genere i temporali si formano quando l&#8217;aria al suolo riesce a scaldarsi a tal punto da produrre un moto ascendente (termica), la &#8220;bolla&#8221; d&#8217;aria calda salendo verso l&#8217;alto tende ad espandersi e a raffreddarsi di conseguenze in quanto la densità <span id="more-199"></span>dell&#8217;aria diminuisce considerevolmente con l&#8217;altezze all&#8217;interno della troposfera, ossia fin verso i 12000 metri di altezza sopra le nostre medie latitudini.</p>
<p>In raffreddamento dell&#8217;aria favorisce la saturazione del vapore acqueo che si condensa in nubi a partire da una certa altezza: da ricordare infatti che il limite di saturazione del vapore acqueo lo si raggiunge quando il tasso di umidità relativa raggiunge il 100% che a sua volta è il risultato finale del rapporto tra la temperatura effettiva e la concentrazione del vapore acqueo presente nell&#8217;aria ad una certa altezza, questo determina il limite di saturazione del vapore acqueo quando condensa in nubi.</p>
<p>Tuttavia la condensazione del vapore acqueo in nubi sprigiona energia termica, nota anche come calore latante, il che tende a dar maggior vigore al moto ascendente preesistente favorendo di conseguenza la crescita verticale delle nubi, se come sovente accade in estate il riscaldamento al suolo risultava fin dall&#8217;inizio abbastanza forte, le nubi saranno in grado di crescere verticalmente fino agli strati superiori della troposfera, fino raggiungere la tropopausa.</p>
<p>Sopra i circa 13000 metri di quota prende inizio la stratosfera che resenta un gradiente termico verticale inverso a quello che si riscontra all&#8217;interno della troposfera, dunque la temperatura torna a salire con la quota, poichè l&#8217;ozono presente in questa porzione di atmosfera assorbe la radiazione UV solare in grado di far salire le temperature dai -54°C dei 13000 metri (dato medio) ai circa -5°C a circa 50 km di altezza (dato medio), motivo per il quale anche le nubi temporalesche note come Cumulonembis non crescono verticalmente oltre la tropopausa, ma bensì la nube tende ad appiattirsi alla sua sommità formando il classico incudine del Cumulonembo.</p>
<p>Tuttavia per valutare una situazione di stabilità, bisogna anche prendere in considerazione la temperatura della massa d&#8217;aria sovrastante, una situazione stabile e media la si riscontra quando la temperatura cala dfi 6,5°C ogni km di altezza, un minor raffreddamento della colonna d&#8217;aria con l&#8217;altezza corrisponde ad una situazione di stabilità atmosferica con condizioni anticicloniche o in presenza di un fronte caldo.</p>
<p>Viceversa un maggior raffreddamento dell&#8217;aria con l&#8217;altezza corrisponde ad una situazione di instabilità atmosferica poichè l&#8217;aria sottostante risulta molto più calda e dunque leggera rispetto a quella sovrastante, di conseguenza tende a risalire favorendo la formazione di nubi a sviluppo verticale che in situazioni con forti contrasti termici tra le basse quote e le quote superiori, possono dar vita a dei temporali.</p>
<p>Tali condizioni sono più tipicamente associate ai fronti freddi, ossia quando una massa d&#8217;aria fredda avanzando ripiazza una massa d&#8217;aria più calda preesistente al suolo inalzandola di conseguenza con forza, viceversa ai fronti caldi che sono prodotti da una massa d&#8217;aria calda che avanza sopra uno strato di aria più fredda presente al suolo.</p>
<p>In genere i temporali sono un fenomeno più tipico dei mesi estivi, poichè durante la fredda stagione con sole basso all&#8217;orizzonte e le giornate molto corte il terreno non può scaldarsi più di quel tanto, ragione per cui non si creano quasi mai le condizioni d&#8217;instabilità sufficienti per lo sviluppo dei temporali.</p>
<p>Vi è però un caso in cui l&#8217;instabilità dell&#8217;atmosfera può aumentare molto anche d&#8217;inverno: quando ad alta quota arriva aria molto, molto fredda, di solito direttamente dalle zone polari.</p>
<p>Anche in queste situazioni i temporali che ne risultano al Sud delle Alpi temporali sono perlopiù deboli, come appunto è stato il caso della serata di domenica 19 febbraio.</p>
<p>Si i temporali di neve sono un fenomeno piuttosto raro a Sud delle Alpi, deversamente è la situazione a Nord delle Alpi o nei paesi più Settentrionali.</p>
<p>In queste regioni risultano molto più frequenti le discese di aria fredda in quota e ne risultano maggiormente esposte trovandosi a Nord della catena Alpina, motivo per la quale in queste i temporali invernali si sviluppano con maggior frequenza.</p>
<p>La sera del 19 febbraio 2006 la perturbazione che attraversò le nostre regioni fu di tipo fronte freddo, alla quota dei 500 hPa (5500 metri di quota) la temperatura calò improvvisamente dai -25°C ai -30°C in breve tempo.</p>
<p>L&#8217;arrivo di aria così fredda produsse una destabilizzazione dell&#8217;atmosfera, la differenza di temperatura tra gli 850 hPa (1500 metri di quota) e i 500 hPa (5500 metri di quota) ha raggiunto valori di circa 30°C, un divario termico sufficiente allo sviluppo di moti convettivi con conseguenti temporali malgrado si misurarono 0°C sulle pianure del Sopraceneri.</p>
<p>Certamente una certa instabilità atmosferica permase anche i giorni seguenti, con conseguente sviluppo di brevi rovesci e temporali di neve durante le ore centrali della giornata.</p>
<p>In totale caddero circa 50 cm di neve fresca nella giornata del 19 febbraio 2006.</p>
<p>Tale fenomeno seguì le intense nevicate che tra il 27 e il 28 gennaio interessarono le regioni della Svizzera Italiana, in tale occasione le nevicate furono causate dalla presenza di un minimo depressionario in prossimità della Sardegna.</p>
<p>Dopo diverse giornate di tempo stabile caratterizzato da una robusta area di alta pressione sull&#8217;Europa Nord Orientale, dell&#8217;aria molto fredda affluì ripetutamente da Est negli strato bassi della troposfera.</p>
<p>La depressione che pose fine a tutta una serie di belle giornate sopraggiunse da Nord Est e con una traiettoria piuttosto anomala diretta verso Sud Ovest, raggiungendo la Francia ed il Mediterraneo Occidentale.</p>
<p>Con questo sviluppo dei centri di pressione, si formarono delle correnti da Sud-Sud Est cheiniziarono a far affluire dell&#8217;aria umida in direzione del versante Sud Alpino dove si svoluppò una situazione di sbarramento, mentre nel Nord Ovest dell&#8217;Italia si crearono le cosidette aree di resistenza, ossia &#8220;cuscinetti&#8221; di aria molto fredda nei bassi strati in seguito alle affluenze fredde da Est in gardo di far scendere il limite delle nevicate a basse quote o fin sulle pianure.</p>
<p>Le prime nevicate iniziarono nel corso di Giovedi 27 gennaio nel Sottoceneri, data l&#8217;aria molto fredda presente, la neve si presentò leggera e piuttosto polverosa anche in pianura, in seguito se assistette ad un aumento dell&#8217;intensità delle nevicate nella notte su Venerdi 28 gennaio.</p>
<p>Le nevicate proseguirono coppiose e abbondanti fino alla notte su Sabato 29 gennaio, prima di cessare definitivamente sabato mattina.</p>
<p>Tuttavia n seguito le precipitazioni ripresero già dopo alcune ore anche se con minor intensità, malgrado si assistette ad un inalzamento del limite inferiore delle nevicate fin verso 1500 metri.</p>
<p>In totale caddero fin sulle pianure 95 cm di neve fresca nel Sottoceneri, mentro nel Sopraceneri i quantitativi furono leggermente più modesti con circa 75 cm di neve fresca.</p>
<p>Un evento paragonabile a quello del 1985 quando si misurarono ben 80 cm di neve in pianura.</p>
<p>Immagini tratte da: Meteosvizzera.</p>
<p>Flavio Scolari</p>
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