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	<title>Clima Meteo 24 &#187; nubi</title>
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	<description>Il portale sul tempo che fà e sul clima che cambia</description>
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		<title>Il ruolo delle nubi sui cambiamenti climatici</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Aug 2011 08:38:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Flavio Scolari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[nubi]]></category>

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		<description><![CDATA[In realtà non è ben noto il ruolo delle nuvole per quanto riguarda i cambiamenti climatici in corso, alcuni esperti stanno svolgendo ultreriori ricerche sul campo, al fine di comprendere meglio questo aspetto.
Oggi è noto che le nubi si comportano in maniera diversa anche a seconda dell’altezza di quest’ultime, se le nuvole basse hanno un effetto soprattutto il riflettere la luce del sole verso lo spazio e un minor effetto serra, le nubi poste ad alta quota hanno un maggior effetto serra, ma un minor potere riflettente nei confronti della radiazione solare, praticamente un comportamento molto diverso....]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In realtà non è ben noto il ruolo delle nuvole per quanto riguarda i cambiamenti climatici in corso, alcuni esperti stanno svolgendo ultreriori ricerche sul campo, al fine di comprendere meglio questo aspetto.<br />
Oggi è noto che le nubi si comportano in maniera diversa anche a seconda dell’altezza di quest’ultime, se le nuvole basse hanno un effetto soprattutto il riflettere la luce del sole verso lo spazio e un minor effetto serra, le nubi poste ad alta quota <span id="more-2008"></span>hanno un maggior effetto serra, ma un minor potere riflettente nei confronti della radiazione solare, praticamente un comportamento molto diverso.<br />
È certo che ci sono molti altri fattori che possono influenzare ciò che è l’effetto finale delle nuvole sulla temperatura terrestre, come ad esempio la composizione chimica delle stesse.<br />
Uno degli esperti più noti in Italia e non solo, che sostiene quanto ho detto in queste poche righe, è Franco Prodi, Laureato in fisica dello stato solido presso l’Università di Bologna nel 1963, poi dedicatosi allo studio della meteorologia e della climatologia.<br />
Egli ha sostenuto che tutt’oggi non si ha ancora una previsione affidabile riguardo ai cambiamento climatico in corso,perché ancora oggi non abbiamo adeguate conoscenze sulle nubi, quindi circa il loro effetto sulla temperatura terrestre.<br />
Franco Prodi si chiedeva se in futuro le nuvole saranno di più o di meno rispetto ad oggi e quanto il livello di condensazione aumenterà o diminuirà, si chiedeva anche se l’effetto del feedback dato dalle nubi, sarebbe principalmente positivo se confrontato con gli effetti di feedback negativi indotti dalle nubi sul cambiamento climatico in corso, secondo lui le nubi cambiano anche per altri motivi forse in relazione ai cambiamenti nell’irradiazione solare, dunque la misura dovrebbe continuare per almeno due cicli di 11-12 anni ciascuno, il risultato è che dopo 20 anni ancora non si sa ancora la forzante climatica indotta dagli aerosol o come questa stia cambiando.<br />
Il clima è molto sensibile e grandi cambiamenti climatici possono verificarsi in risposta a forzanti molto debole, di conseguenza potrebbe esserci l’esistenza una forzatura solare indiretta che raddoppia l’impatto climatico della forzante solare diretta con un efficiente circa il 200%, forse i sostenitori della teoria solare hanno parzialmente ragione, l’effetto del sole è maggiore rispetto a quanto<br />
previsto solo dal cambiamento di irradiazione, con amplificazione a causa di raggi cosmici galattici, o altri meccanismi.<br />
Ottenere maggiori informazioni circa il comportamento delle nuvole, è sicuramente meglio per tentare di ottenere maggiori informazioni riguardo agli attuali cambiamenti climatici.</p>
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		<title>Inseminazione delle nubi: manipolazione della meteorologia</title>
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		<pubDate>Tue, 12 May 2009 15:47:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Flavio Scolari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[inseminazione]]></category>
		<category><![CDATA[nubi]]></category>

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		<description><![CDATA[Far piovere artificialmente, favorire la formazione delle nubi o intervenire sulle tempeste tropicali può tutt'oggi sembrare fantascenza, mentre invece è oramai realtà già da alcuni decenni.

Ridurre la portata dei cicloni tropicali o la portata delle precipitazioni all'interno di una perturbazione.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Far piovere artificialmente, favorire la formazione delle nubi o intervenire sulle tempeste tropicali può tutt’oggi sembrare fantascenza, mentre invece è oramai realtà già da alcuni decenni. Ridurre la portata dei cicloni tropicali o la portata delle precipitazioni all’interno di una perturbazione: In pratica consiste nell’utilizzo di Ioduro di Argento, questa sostanza che viene seminata all’interno delle nubi è in grado di gelare le goccioline di vapore acqueo presenti, trasformandole in <span id="more-672"></span>minuscoli cristalli di ghiaccio, grazie a molti anni di esperimenti e di osservazione si è potuto constatare che tale sostanza potrebbe teoricamente indebolire i venti che scorrono all’interno di un ciclone tropicale come pure la propria portata dal punto di vista precipitativo.</p>
<p>In poche parole tale sostanza produce una sorta di muro secondario esterno all’occhio del ciclone, in tal modo di riduce il gradiente barico presente dall’esterno all’interno dell’uragano indebolendo i venti di circa 20-30 chilometri orari, un’esperimento che più volte si è ripetuto anni addietro al fine di ridurre i danni prodotti da eventi tanto devastanti.</p>
<p>Tuttavia con il passare degli anni, osservazioni sempre più accurate, grazie all’utilizzo di strumenti più sofisticati e ad una migliore conoscenza del tema, si è potuto constatare che i cicloni tropicali sviluppano una sorta di muro secondario all’occhio del ciclone anche in un rocesso del tutto autonomo e naturale, mettendo così in dubbio il reale effetto che può avere un intervento artificiale su tali fenomeni atmosferici.</p>
<p>Ulteriori interveti in tal senso sono stati fatti più recentemente, le indicazioni hanno comunque suggerito che dopo l’intervento artificiale il ciclone tropicale oltre ad indebolirsi benchè temporaneamente, cambiava traiettoria di pochi gradi, di latitudine, un risultato che ha dello straordinario considerando che poter deviare una tempesta anche di soli pochi gradi, molto può dignificare sugli effetti che quest’ultimo può produrre su una determinata area.</p>
<p>Far piovere artificialmente: un processo inverso a quello qui sopra descritto.</p>
<p>Una nube di dimensioni medie contiene circa 8 milioni di tonnellate di acqua in media, da ciò possiamo dedurne che in cielo c’è un’enorme quantitativo di acqua dolce non sfuttato, la tecnica di inseminare le nubi con minuscole particelle di sale può essere una buona soluzione al fabbisogno crescente di acqua in molti paesi del mondo che negli ultimi anni hanno visto peridi di siccità e carestia.</p>
<p>In pratica le minuscole particelle di sale inseminate nelle nubi, “appesantiscono” le goccioline di vapore acqueo facendole ricadere al suolo sottoforma di precipitazioni.</p>
<p>47 nazioni nel mondo sono impegnate in 150 programmi di semina delle nuvole, grazie all’ausilio di razzi o aerei in grado di inseminare le nubi con sali idroscopici, mentre la Cina è il paese che investe maggiormente in questo settore.</p>
<p>Molti possono essere anche a riguardo i benefici per molti paesi del mondo, tuttavia si deve prendere in considerazione, oltre al problema dal punto di vista etico, il fatto che non si può conoscere a fondo quali ripercussioni si possono manifestare realmente anche a grandi distanze, intervenendo su un sistema così complesso come quello della meteorologia.</p>
<p>Inoltre può sorgere anche il problema del fatto che vi sono paesi che potrebbero adottare questo genere di interventi per scopi bellici o sinistri, poter manipolare le condizioni meteorologiche è come possedere una potente arma di distruzione di massa, non far piovere o produrre pioggie torrenziali, può produrre pesanti effetti devastanti per un’intera nazione.</p>
<p>Un interessante documentario: il giardino di Albert.</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=4D_PbnQNY88">httpv://www.youtube.com/watch?v=4D_PbnQNY88</a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=5U9dbE2O97M">httpv://www.youtube.com/watch?v=5U9dbE2O97M</a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=EQ8A2Esas-4&amp;NR=1">httpv://www.youtube.com/watch?v=EQ8A2Esas-4</a></p>
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		<title>Nefodina: monitoraggio dei temporali</title>
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		<pubDate>Tue, 05 May 2009 10:20:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Flavio Scolari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[celle convettive]]></category>
		<category><![CDATA[nefodina]]></category>
		<category><![CDATA[nubi]]></category>
		<category><![CDATA[temporali]]></category>

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		<description><![CDATA[Un esempio di sistema per il monitoraggio dei temporali è quello di Nefodina, ma come funziona?

Inanzitutto è bene ricordare che una nube, più è elevata, meglio sarà visibile alle immagini satellitari riprese all'infrarosso poichè aventi una temperatura inferiore, vicaversa le nubi poste negli strati medio-bassi della troposfera, avendo una temperatura più elevata, risultano meno visibili alle immagini satellitari infrarosse.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>n esempio di sistema per il monitoraggio dei temporali è quello di Nefodina, ma come funziona? Inanzitutto è bene ricordare che una nube, più è elevata, meglio sarà visibile alle immagini satellitari riprese all’infrarosso poichè aventi una temperatura inferiore, vicaversa le nubi poste negli strati medio-bassi della troposfera, avendo una temperatura più elevata, risultano meno visibili alle immagini satellitari infrarosse.<span id="more-645"></span></p>
<p>Il sistema Nefodina si basa sul concetto che una nube avente uno sviluppo verticale, tenderà gradualmente ad assumere una maggior luminosità se viste ad un’immagine avente una lunghezza d’onda leggermente inferiore alla luce percepita dall’occhio umano, poichè la nube tende ad elevarsi ad una porzione verticale di atmosfera, costituita da aria gradualmente più fredda.</p>
<p>Nefodina utilitta una combinazione di immagini riprese all’infrarosso e alla frequenza dell’assorbimento del vapore acqueo presente all’interno dellla troposfera, ossia alla lunghezza delle Microonde.</p>
<p>In questo modo si possono estrapolare importanti informazioni inerenti la morfologia e la struttura di un determinato sistema nuvoloso, come ad esempio l’altezza della copertura nuvolosa attraverso l’analisi della temperature rilevata alla simmità della nube.</p>
<p>Non da meno importanza si possono individuare le singole celle temporalesche (convettive: ossia sotate di movimenti verticali attraverso la troposfera) che compongono la struttura nuvolosa presa in considerazione.</p>
<p>In poche parole attraverso l’assemblamento delle immagini riprese dai satelliti Meteosat all’infrarosso ogni 15 minuti, si analizza l’andamento termico della sommità delle nubi, Nefodina è così in grado di riprodurre lo sviluppo verticale delle nubi presenti su una determinata erea geografica, un movimento che verrà rappresentato in falsi colori, in tal modo si riuscirà a stabilire con una certa precisione se si tratta di celle convettive in fase di sviluppo o rispettivamente in fase di dissolvimento.</p>
<p><a href="http://www.climameteo24.com/wp-content/uploads/2009/05/nefodina01xm9.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-2815" alt="nefodina01xm9" src="http://www.climameteo24.com/wp-content/uploads/2009/05/nefodina01xm9-300x300.png" width="300" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://www.climameteo24.com/wp-content/uploads/2009/05/nefodina02nf81.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-2817" alt="nefodina02nf8" src="http://www.climameteo24.com/wp-content/uploads/2009/05/nefodina02nf81-300x300.png" width="300" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un esempio di immagine elaborata da Nefodina sull’area Mediterranea, analogamente esiste un area di osservazione estesa da Gibilterra a Cipro.</p>
<p>Il Blu scuro viene utilittato per le nubi più calde, ossia poste alle quote inferiori, in Blu chiaro per le nubi poste all’interno della media troposfera, mentre il Giallo per le nubi più fredde, ossia poste all’interno dell’alta troposfera.</p>
<p>Il Rosso e il Rosa vengono invece utilizzati per evidenziare quelle nubi dotate di forti moti verticali, meglio note come celle convettive.</p>
<p>Il Rosso evidenzia le celle convettive previste in fase di accrescimento, mentre il Rosa evidenzia le celle convettive previste in fase di dissolvimento, il Rosso scuro invece indica la regione di maggior covettività del corpo nuvoloso.</p>
<p>Attendibilità del modello: si è stabilito che Nefodina ha un margine di errore del 11% nella previsione dei temporali nell’arco dei successivi 15 minuti, del 13% nella previsione dei temporali dei successivi 30 minuti, dunque mediamente si ha una probabilità dell’87% che l’evuluzione prevista da Nefodina si realizzi entro i successivi 30 minuti, con un indice di correlazione misurato dello 0,8 tra la previsione dell’evoluzione dei temporali elaborata dalla rete Nefodina e dalla reale evoluzione dei sistemi temporaleschi.</p>
<p>Questo meccanismo può essere utile al fine di poter definirne la distribuzione e l’entità di un evento, inoltre risulta di grande importanza per poter prevenire eventuali fenomeni di forte intensità.</p>
<p>I risultati di Nefodina verranno poi combinati con il prodotto definito Lampinet in grado di rilevare l’attività elettrica presente all’interno di un temporale, ossia la fulminazione presente in una determinata area geografica consentendo di avere un quadro più completo sulle caratteristiche meteorologiche presenti sull’area presa in considerazione.</p>
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