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	<title>Clima Meteo 24 &#187; Modelli</title>
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	<description>Il portale sul tempo che fà e sul clima che cambia</description>
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		<title>Inverno dove sei?</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jan 2014 11:37:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leonardo Vizzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Modelli]]></category>
		<category><![CDATA[inverno]]></category>
		<category><![CDATA[vorticepolare]]></category>

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		<description><![CDATA[Molti di voi si staranno chiedendo quanto dovremo attendere ancora per assistere ad una svolta nella circolazione atmosferica che dia inizio all&#8217;inverno anche sull&#8217;Europa e sull&#8217;Italia. Parliamo di inizio in quanto, ad ora, la stagione invernale sul vecchio continente è risultata pressochè assente a differenza di quanto sta avvenendo nel continente nord-americano dove il verificarsi]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Molti di voi si staranno chiedendo quanto dovremo attendere ancora per assistere ad una svolta nella circolazione atmosferica che dia inizio all&#8217;inverno anche sull&#8217;Europa e sull&#8217;Italia.</p>
<p>Parliamo di inizio in quanto, ad ora, la stagione invernale sul vecchio continente è risultata pressochè assente a differenza di quanto sta avvenendo nel continente nord-americano dove il verificarsi di ondate di gelo a ripetizione  sta mettendo <span id="more-4630"></span>in ginocchio le suddette aree come peraltro riportato dai vari media.</p>
<p>A molti di noi tornerà alla mente l&#8217;anonimo inverno 2006-2007 il quale risultò eccezionalmente mite e siccitoso su buona parte dell&#8217;Italia e dell&#8217;Europa. Va detto che rispetto a tale inverno le differenze sono diverse in primis sotto l&#8217;aspetto precipitativo con le Alpi che risultano in questo caso ben innevate a partire dai 1200-1400 m. Anche dal punto di vista barico/teleconnettivo la situazione risulta ben diversa.</p>
<p>Senza voler entrare troppo nel merito sulle cause, possiamo affermare che questa situazione è figlia di un vortice polare (VP) che è risultato, almeno nel mese di dicembre, piuttosto compatto in area europea impedendo così la possibilità di scambi meridiani tra le alte e le basse latitudini.</p>
<p>Il mese di gennaio ha visto un parziale rallentamento delle correnti occidentali in sede polare con un VP che ha iniziato a risentire dei primi disturbi provenienti sia dall&#8217;alto (stratosfera) sia dal basso (troposfera) ad opera delle principali onde planetarie (Wave 1 e Wave 2).</p>
<p>Vista la notevole forza mostrata dal VP nel periodo precedenti tale lavoro di disturbo richiede e richiederà dei tempi fisiologici che manteranno per almeno altri 10 giorni l&#8217;inverno lontano dall&#8217;Italia. Ho specificato dall&#8217;Italia perchè dai principali modelli (GFS-ECMWF-UKMO) si incomincia ad intravvedere un discreto raffreddamento in area est-europea e scandinava (fig.1) figlio di un VP non più ben compatto nella sua sede naturale (polo geografico).</p>
<div id="attachment_4631" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.climameteo24.com/wp-content/uploads/2014/01/ECH0-168.GIF.png"><img class="size-medium wp-image-4631" alt="- Fig.1: Carta emisferica del modello ECMWF per sabato 11 gennaio; si nota il consistente raffreddamento che potrebbe interessare l'area russo-scandinava. -" src="http://www.climameteo24.com/wp-content/uploads/2014/01/ECH0-168.GIF-300x300.png" width="300" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">&#8211; Fig.1: Carta emisferica  alla quota di 850hpa del modello ECMWF per sabato 11 gennaio; si nota il consistente raffreddamento che potrebbe interessare l&#8217;area russo-scandinava -</p></div>
<p>Come già detto, i tempi di maturazione di queste dinamiche sono in generale piuttosto lunghi; tuttavia vi sono segnali, dati anche da alcuni indici teleconnettivi, che fanno pensare che l&#8217;inverno possa essere si lontano ma non anni luce pur con tutte le incertezze del caso.</p>
<p>Del resto noi altro non siamo che semplici spettatori davanti alla natura ragion per cui non ci resta altro che pazientare ed attendere quali strade deciderà di intraprendere quest&#8217;ultima augurandoci che si rivelino proficue anche per le nostre zone.</p>
<p>Ai prossimi aggiornamenti</p>
<p>Leonardo Vizzi</p>
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		<title>Inverno freddo o inverno mite? Ancora molta incertezza!</title>
		<link>http://www.climameteo24.com/modelli/inverno-freddo-o-inverno-mite-ancora-molta-incertezza/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Dec 2013 19:40:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Flavio Scolari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Modelli]]></category>
		<category><![CDATA[mite]]></category>
		<category><![CDATA[precipitazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[stagione]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo scenario previsionale per l&#8217;inverno 2013/2014, risulta essere ancora piuttosto incerto data la mancanza di segnali forti e univoci. Dai vari centri di studio nazionali e internazionali (IBIMET, CFS/NCEP,MetOffice, IRI, LAMMA), sono state emesse previsioni, differenti nella metodologia di realizzazione e nei risultati. Ecco quindi le proiezioni per il trimestre invernale dicembre-gennaio-febbraio 2013-2014 prodotte dal]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scenario previsionale per l&#8217;inverno 2013/2014, risulta essere ancora piuttosto incerto data la mancanza di segnali forti e univoci. Dai vari centri di studio nazionali e internazionali (IBIMET, CFS/NCEP,MetOffice, IRI, LAMMA), sono state emesse previsioni, differenti nella metodologia di realizzazione e nei risultati. Ecco quindi le proiezioni per il trimestre invernale dicembre-gennaio-febbraio 2013-2014 prodotte dal modello MM25, metodo multiregressivo con output ad alta<span id="more-4538"></span> definizione spaziale di 25 km x 25 km, ideazione ed elaborazione: Ing. Andrea Bertolini. Temperature sotto la media del periodo di riferimento 1971-2000 su gran parte del continente, fatta eccezione per il Sud della penisola Balcanica e la Turchia. Scarti più significativi su Scandinavia e sulle restanti regioni dell&#8217;Europa Nord Orientale, temperature leggermente sotto la media anche per la penisola Italiana, su Alpi e sulla dorsale Appenninica.</p>
<p><a href="http://www.climameteo24.com/wp-content/uploads/2013/12/Temp_Anomaly_Euro_DF2014_1971-2000.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-4540" alt="Temp_Anomaly_Euro_DF2014_1971-2000" src="http://www.climameteo24.com/wp-content/uploads/2013/12/Temp_Anomaly_Euro_DF2014_1971-2000-300x225.png" width="300" height="225" /></a><br />
Precipitazioni superiori alla media del periodo di riferimento 1971-2000 sull&#8217;Europa Meridionale, inferiori alla media invece sull&#8217;Europa centro-Settentrionale, sulla penisola Italiana precipitazioni leggermente inferiori alla media solo sui settori Alpini di confine, generalmente superiori alla media altrove, con scarti maggiori sull&#8217;Italia centro-Settentrionale.</p>
<p><a href="http://www.climameteo24.com/wp-content/uploads/2013/12/Prec_Anomaly_Euro_DF2014_1971-2000.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-4541" alt="Prec_Anomaly_Euro_DF2014_1971-2000" src="http://www.climameteo24.com/wp-content/uploads/2013/12/Prec_Anomaly_Euro_DF2014_1971-2000-300x225.png" width="300" height="225" /></a><br />
Con simili condizioni dal punto di vista termico e delle precipitazioni, possiamo aspettarci la frequente presenza di un campo di alta pressione, centrato sulla Scandinavia o il Nord Est Europeo e la frequente presenza di aree di basse pressioni, sull&#8217;area del Mediterraneo.</p>
<p><a href="http://www.climameteo24.com/wp-content/uploads/2013/12/ecmwf500hpa12042010.gif"><img class="alignnone size-medium wp-image-4542" alt="ecmwf500hpa12042010" src="http://www.climameteo24.com/wp-content/uploads/2013/12/ecmwf500hpa12042010-300x200.gif" width="300" height="200" /></a><br />
Un altra possibile evoluzione, mostra invece un quadro molto differente, dopo una prima parte di dicembre piuttosto variata, la seconda parte di dicembre potrebbe risultare essere relativamente mite, anche se a tratti uggioso sul Nord Italia e lungo la fascia Tirrenica, in presenza di un flusso Occidentale prevalente, associato ad un vortice polare compatto. Gennaio potrebbe presentarsi con prevalenti condizioni di alta pressione sulla penisola Italiana, di conseguenza frequente presenza di fitte nebbie, con clima freddo e uggioso negli strati bassi della troposfera, nel complesso potrebbe risultare piuttosto secco sull&#8217;Europa Meridionale, perturbato e relativamente mite invece sul Nord Europa.</p>
<p><a href="http://www.climameteo24.com/wp-content/uploads/2013/12/ECM1-216.gif"><img class="alignnone size-medium wp-image-4543" alt="ECM1-216" src="http://www.climameteo24.com/wp-content/uploads/2013/12/ECM1-216-300x200.gif" width="300" height="200" /></a><br />
Solo a tratti le correnti potrebbero piegare dai quadranti Nord Occidentali, determinando ad intervalli un afflusso di aria un po&#8217; più fredda verso la penisola Italiana, ma con precipitazioni relegate alle Alpi di confine o tuttalpiù qualche spruzzata di neve lungo il versante Adriatico dell&#8217;Appennino. Febbraio invece potrebbe risultare nuovamente più variato, anche se in un contesto piuttosto mite, in presenza di flusso Atlantico più ondulato, con conseguente maggior transito di attive perturbazioni Atlantiche. Marzo invece potrebbe risultare piuttosto perturbato e più freddo della media, complessivamente di -0.5°C e -1°C, con l&#8217;ulteriore frantumazione del vortice polare, si potrebbero avere alcune irruzioni fredde, specie sull&#8217;Ovest del Continente, ma con possibili nevicate a bassa quota anche su molte regioni Italiane. In definitiva l&#8217;inverno che sta per cominciare, potrebbe risultare assolutamente in linea con il trend verificatosi con il nuovo secolo, la parte d&#8217;inverno più fredda, potrebbe essere la seconda parte e sopratutto la fine della stagione. Ovviamente l&#8217;assenza di ondate di gelo significative e durature, non esclude necessariamente la possibilità di nevicate fino alle basse quote sia sui monti, che sulle aree pianeggianti, ma nel complesso, in questo scenario, le temperature stagionali risulterebbero superiori alla media del periodo, mentre le precipitazioni, risulterebbero inferiori alla media. Secondo le proiezioni di Meteosvizzera (servizio meteorologico Svizzero), per il 55% di probabilità, questo sarà un inverno un po&#8217; più caldo della media, mentre con una restante probabilità del 45%, questo inverno sarà corrispondente alla media dal punto di vista termico o più freddo della media, sempre rispetto al periodo di riferimento 1971-2000.<br />
Affidabilità: nel 38% dei casi il trimestre invernale (dicembre-gennaio-febbraio), risulta essere previsto in modo abbastanza corretto dal punto di vista qualitativo, considerando la previsione su tutto il campo di analisi (latitudine 30-75N, longitudine 30W-40E).<br />
Ma in particolar modo quest&#8217;anno in assenza di segnali chiari e univoci nell&#8217;analisi delle forzanti, è emerso un quadro previsionale molto incerto, di conseguenza l&#8217;affidabilità di una previsione stagionale per l&#8217;inverno 2013/2014, appare meno robusta del solito.</p>
<p><strong>Flavio Scolari</strong></p>
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		<title>Immacolata, freddo ridimensionato. Retrogressione da Est entro metà dicembre?</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Dec 2013 10:27:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Biagioli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[IL PUNTO DELLA SITUAZIONE. Avevamo parlato nei giorni scorsi di una possibile ondata di aria fredda piuttosto intensa per il Ponte dell&#8217; Immacolata sull&#8217; Italia. Con gli aggiornamenti modellistici degli ultimi due giorni, questa irruzione fredda è stata decisamente ridimensionata. L&#8217; anticiclone delle Azzorre infatti riuscirà a proteggere il Mediterraneo centrale dall&#8217; incursione delle masse d&#8217;aria]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>IL PUNTO DELLA SITUAZIONE. </strong>Avevamo parlato nei giorni scorsi di una <strong>possibile ondata di aria fredda</strong> piuttosto intensa per il Ponte dell&#8217; <strong>Immacolata</strong> sull&#8217; Italia. Con gli aggiornamenti modellistici degli<span id="more-4524"></span> ultimi due giorni, questa irruzione fredda è stata decisamente ridimensionata. L&#8217; anticiclone delle Azzorre infatti riuscirà a proteggere il Mediterraneo centrale dall&#8217; incursione delle masse d&#8217;aria artica che dopo aver raggiunto la catena alpina scivoleranno verso Est. Quindi, l&#8217; ondata di aria fredda colpirà in modo anche severo l&#8217; Europa centro-orientale e i Balcani, relegando l&#8217; <strong>Italia ai margini con effetti meno intensi del previsto</strong>, anche se le temperature caleranno, specialmente sui settori orientali del Paese, in particolar modo Friuli Venezia Giulia, versanti adriatici e Sud.</p>
<div id="attachment_4526" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.climameteo24.com/wp-content/uploads/2013/12/giovedi-5-dicembre.jpg"><img class="size-medium wp-image-4526 " alt="Giovedi 5 Dicembre. L' anticiclone tenta di distendersi sui meridiani, masse d'aria gelida scendono dall' Artico verso l' Europa, ma una depressione atlantica rompe il blocco anticiclonico alla &quot;testa&quot;.  Fonte wetterzentrale.de" src="http://www.climameteo24.com/wp-content/uploads/2013/12/giovedi-5-dicembre-300x246.jpg" width="300" height="246" /></a><p class="wp-caption-text">Giovedi 5 Dicembre.<br />L&#8217; anticiclone tenta di distendersi sui meridiani, masse d&#8217;aria gelida scendono dall&#8217; Artico verso l&#8217; Europa, ma una depressione atlantica rompe il blocco anticiclonico alla &#8220;testa&#8221;.<br />Fonte wetterzentrale.de</p></div>
<p><strong>L&#8217; ANTICICLONE PROTEGGE L&#8217; ITALIA. </strong>Dalle mappe si nota che nei prossimi due giorni l&#8217; anticiclone delle Azzorre si eleverà sui meridiani permettendo lo sganciamento di masse d&#8217;aria fredda dal Polo verso l&#8217; Europa centrale, ma proprio nel momento in cui queste sembrano gettarsi verso il Mediterraneo e l&#8217; Italia, un <strong>cedimento della &#8220;testa&#8221; del blocco anticiclonico in Atlantico</strong>, dovuto a un rinforzo delle correnti occidentali in uscita dal Canada, cambia le carte in tavola. L&#8217; anticiclone perdendo geopotenziali a Nord &#8220;spancia&#8221; verso Est <strong>deviando la colata fredda verso l&#8217; Europa orientale</strong>.</p>
<div id="attachment_4527" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.climameteo24.com/wp-content/uploads/2013/12/sabato-7-dicembre.jpg"><img class="size-medium wp-image-4527 " alt="Sabato 7 Dicembre. Il freddo scivola ad Est, non riuscendo a sfondare il muro anticiclonico. Gelo in Europa centro-orientale e nei Balcani. Spifferi freddi su Triveneto e versante adriatico. Fonte wetterzentrale.de" src="http://www.climameteo24.com/wp-content/uploads/2013/12/sabato-7-dicembre-300x245.jpg" width="300" height="245" /></a><p class="wp-caption-text">Sabato 7 Dicembre.<br />Il freddo scivola ad Est, non riuscendo a sfondare il muro anticiclonico. Gelo in Europa centro-orientale e nei Balcani. Spifferi freddi su Triveneto e versante adriatico.<br />Fonte wetterzentrale.de</p></div>
<p><strong>TEMPERATURE INVERNALI. </strong>Come già anticipato l&#8217; Italia risentirà di alcuni effetti, seppur modesti del freddo presente a Est. Le temperature scenderanno<strong> sotto la media tra Sabato 7 e Lunedì 9 Dicembre sul Triveneto</strong> e sul versante <strong>adriatico</strong> e in generale una debole circolazione orientale al suolo farà si che i giorni del Ponte dell&#8217; Immacolata assumano caratteristiche pienamente invernali con freddo in montagna, temperature intorno allo zero nelle ore notturne e al primo mattino al Nord e nelle aree interne del Centro-Sud, ma più gradevoli al Nordovest, sui versanti tirrenici e sulle Isole Maggiori nelle ore centrali del giorno.</p>
<div id="attachment_4528" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.climameteo24.com/wp-content/uploads/2013/12/lunedi-9-dicembre.jpg"><img class="size-medium wp-image-4528 " alt="Lunedì 9 Dicembre. Pressione piuttosto elevata sull' Italia ma circolazione orientale al suolo su tutta la penisola, più intensa sui settori orientali con temperature intorno alla media del periodo o inferiori. Fonte wetterzentrale.de" src="http://www.climameteo24.com/wp-content/uploads/2013/12/lunedi-9-dicembre-300x246.jpg" width="300" height="246" /></a><p class="wp-caption-text">Lunedì 9 Dicembre.<br />Pressione piuttosto elevata sull&#8217; Italia ma circolazione orientale al suolo su tutta la penisola, più intensa sui settori orientali con temperature intorno alla media del periodo o inferiori.<br />Fonte wetterzentrale.de</p></div>
<p><strong>L&#8217; EVOLUZIONE SUCCESSIVA. </strong>L&#8217; Italia dovrebbe rimanere sotto la cupola anticiclonica con modesti disturbi relegati al Sud Italia ma farà appunto abbastanza freddo. Complice una <strong>circolazione orientale al suolo</strong> che pesca aria fredda dai Balcani e complici le <strong>giornate più corte dell&#8217; anno</strong>, le <strong>temperature si manterranno sotto le medie del periodo</strong> su buona parte della Penisola o tutt&#8217; al più in media. Ma cosa succederà in seguito? Negli ultimi aggiornamenti dei modelli matematici di previsione atmosferica si intravede la <strong>possibilità di una retrogressione fredda</strong> del gelo presente sui Balcani verso l&#8217; Italia. le correnti da Est si intensificherebbero entro la metà del mese portando un calo termico diffuso e temperature molto fredde su tutto il Paese con possibile ritorno delle nevicate a quote molto basse su Medio Adriatico e Basso Piemonte. Per ora è solo un&#8217;ipotesi, l&#8217;altra prevede condizioni meteo simili a quelle dell&#8217; Immacolata con anticiclone centrato sulle aree alpine occidentali e debole circolazione orientale al suolo sull&#8217; Italia con temperature intorno alle medie del periodo.</p>
<div id="attachment_4529" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.climameteo24.com/wp-content/uploads/2013/12/giovedi-12-dicembre.jpg"><img class="size-medium wp-image-4529 " alt="Giovedì 12 Dicembre. Possibile retrogressione fredda dai Balcani verso l' Italia nella seconda decade di Dicembre. Temperature in calo su tutta Italia e nuove nevicate a quote molto basse su Adriatico? Fonte wetterzentrale.de" src="http://www.climameteo24.com/wp-content/uploads/2013/12/giovedi-12-dicembre-300x246.jpg" width="300" height="246" /></a><p class="wp-caption-text">Giovedì 12 Dicembre.<br />Possibile retrogressione fredda dai Balcani verso l&#8217; Italia nella seconda decade di Dicembre. Temperature in calo su tutta Italia e nuove nevicate a quote molto basse su Adriatico?<br />Fonte wetterzentrale.de</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>A cura di <strong>Marco Biagioli</strong></p>
<p><strong>STAFF Clima Meteo 24</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ondata di aria fredda in vista per l&#8217; Immacolata? Ultimi aggiornamenti</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Dec 2013 14:47:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Biagioli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo gli ultimi aggiornamenti modellistici torna ad essere realmente concreta l&#8217; ipotesi di un Ponte dell&#8217; Immacolata caratterizzato da freddo anche intenso e nevicate al Centro-Sud. La situazione. Un vortice depressionario è in approfondimento sulle regioni meridionali italiane e causa una forte fase di maltempo al Sud Italia, in particolar modo sulle aree ioniche e]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo gli ultimi aggiornamenti modellistici torna ad essere realmente concreta l&#8217; <strong>ipotesi di un Ponte dell&#8217; Immacolata caratterizzato da freddo anche intenso</strong> e nevicate al Centro-Sud.<span id="more-4493"></span></p>
<p><strong>La situazione. </strong>Un vortice depressionario è in approfondimento sulle regioni meridionali italiane e causa una forte fase di maltempo al Sud Italia, in particolar modo sulle aree ioniche e del Basso Adriatico esposte a forti correnti meridionali molto umide. Accumuli pluviometrici notevoli si segnalano su Calabria, Metapontino e Salento e nuove precipitazioni sono attese nelle prossime 12-24 ore. Questa circolazione depressionaria sta causando anche forti venti da Est su buona parte dell&#8217; Italia a causa del forte gradiente barico orizzontale presente tra Mediterraneo e Europa centro-occidentale dove l&#8217; anticiclone guadagna campo. La spinta sui paralleli operata dall&#8217; anticiclone delle Azzorre porterà <strong>entro martedì all&#8217; indebolimento progressivo della depressione</strong> attiva sull&#8217; Italia centro-meridionale e dopo una breve fase contraddistinta da tempo più stabile già da Venerdì sono attesi cambiamenti circolatori importanti a livello europeo.</p>
<div id="attachment_4495" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.climameteo24.com/wp-content/uploads/2013/12/martedi-GFS1.png"><img class="size-medium wp-image-4495 " alt="La situazione attesa Martedì. Fonte: Wetterzentrale.de, modificate da Marco Biagioli" src="http://www.climameteo24.com/wp-content/uploads/2013/12/martedi-GFS1-300x246.png" width="300" height="246" /></a><p class="wp-caption-text">La situazione attesa Martedì. Fonte: Wetterzentrale.de, modificate da Marco Biagioli</p></div>
<p><strong>L&#8217; evoluzione. </strong>A metà settimana un forte rallentamento del getto zonale permetterà l&#8217; <strong>elevazione dell&#8217; anticiclone delle Azzorre lungo i meridiani</strong> fino all&#8217; area islandese-groenlandese. Un forte blocco in Atlantico si formerà permettendo alle masse d&#8217;aria fredda provenienti dalle alte latitudini di raggiungere l&#8217; Europa centrale e il Mediterraneo, che essendo sede di una relativa palude barica diventa target finale delle correnti di origine artica. Un <strong>nuovo e intenso calo termico è atteso nel fine settimana</strong>, in particolar modo tra Sabato 7 e Domenica 8 Dicembre, giorno dell&#8217; Immacolata, quando in seguito all&#8217; impatto con la catena alpina le masse d&#8217;aria gelide provenienti dal Polo Nord tracimeranno sul Mediterraneo attraverso la porta orientale(secondo gli ultimi aggiornamenti). Se così andasse si attendono temperature sotto la media su tutta Italia per diversi giorni, con gelate mattutine diffuse al Centro-Nord e possibili nuove nevicate su Medio Adriatico e al Sud sui rilievi e fino a quote anche molto basse. Ma al momento è decisamente <strong>prematuro prevedere quale sia l&#8217; esatto target e la traiettoria</strong> delle correnti fredde in arrivo dall&#8217; Artico che dipenderanno principalmente dalla tenuta del blocco anticiclonico che si formerà in Atlantico. Un interrogativo al quale solo nei prossimi giorni potremo rispondere in modo più esaustivo dato che modeste variazioni potrebbero produrre effetti e conseguenze molto diverse per la nostra Penisola, ridimensionando l&#8217;entità dell&#8217; ondata di aria fredda prevista o in ipotesi opposta coinvolgendo maggiormente anche le regioni settentrionali e tirreniche dal punto di vista precipitativo.</p>
<div id="attachment_4496" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.climameteo24.com/wp-content/uploads/2013/12/sabato-GFS.png"><img class="size-medium wp-image-4496 " alt="La situazione attesa Sabato 7 Novembre. Fonte: Wetterzentrale.de, modificate da Marco Biagioli" src="http://www.climameteo24.com/wp-content/uploads/2013/12/sabato-GFS-300x246.png" width="300" height="246" /></a><p class="wp-caption-text">La situazione attesa Sabato 7 Novembre. Fonte: Wetterzentrale.de, modificate da Marco Biagioli</p></div>
<p>Nella <strong>settimana successiva all&#8217; Immacolata</strong> l&#8217; anticiclone delle Azzorre sotto la spinta delle correnti oceaniche potrebbe o riprendere campo verso l&#8217; Europa centrale e Mediterranea portando nuova stabilità e un aumento termico specie in quota sull&#8217; Italia o assumere un asse SW-NE con radici su coste iberiche e Atlantico e testa tra Mare del Nord e Scandinavia causando un ulteriore ingresso di aria fredda a componente anche continentale sull&#8217; Italia ma in questo caso entriamo nell&#8217; ambito delle previsioni a lunghissimo termine e <strong>risulta prematuro parlare di ipotesi o possibilità</strong>, quando già permangono molti dubbi per quel che riguarda il primo step previsionale. <strong>Seguiranno aggiornamenti</strong> nei prossimi giorni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A cura di <strong>Marco Biagioli</strong></p>
<p><strong>STAFF Clima Meteo 24</strong></p>
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		<title>Previsioni Meteo. L&#8217; analisi per domani, Lunedì 18 Novembre. Nuove piogge in arrivo sull&#8217; Italia</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Nov 2013 20:59:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Biagioli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Modelli]]></category>
		<category><![CDATA[Previsioni]]></category>
		<category><![CDATA[lunedì 18 novembre]]></category>
		<category><![CDATA[meteo]]></category>
		<category><![CDATA[piogge]]></category>

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		<description><![CDATA[Situazione: Nuova perturbazione in arrivo sul nostro Paese. Lo spostamento dei centri di alta pressione dal Mediterraneo al medio Atlantico espone l&#8217; Italia a correnti più instabili e più umide. La circolazione depressionaria presente sul Mediterraneo centro-occidentale viene alimentata da masse d&#8217;aria fredda in arrivo dal Nord Atlantico. I settori occidentali del nostro Paese si trovano sul]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Situazione: </strong>Nuova perturbazione in arrivo sul nostro Paese. Lo spostamento dei centri di alta pressione dal Mediterraneo al medio Atlantico espone l&#8217; Italia a correnti più instabili e più umide. La circolazione depressionaria presente sul Mediterraneo centro-occidentale viene alimentata da masse d&#8217;aria fredda in arrivo dal Nord Atlantico. I settori occidentali del nostro Paese si trovano sul ramo ascendente della depressione, presente sulle Baleari, lungo il quale scorrono correnti<span id="more-4297"></span> sciroccali che portano corpi nuvolosi in risalita dal Tirreno verso la Sardegna, il Nordovest, la Sicilia.</p>
<p><strong>Domani </strong>le piogge insisteranno sulle Isole maggiori, in particolar modo sulla Sardegna orientale con temporali e rovesci anche intensi attesi tra tarda mattina e pomeriggio. Piogge diffuse anche al Nordovest, in particolar modo a ridosso della catena alpina con nevicate al di sopra dei 1500 metri su Piemonte, Valle d&#8217; Aosta. Piogge anche sulla Liguria. Al Centro peggiora tra serata e nottata con rovesci e temporali specialmente sulle coste e immediato entroterra di Toscana, Lazio e Campania. Nuvolosità sparsa altrove, con deboli pioviggini sulle aree interne.Ventilazione di scirocco da SE sostenuta sui mari occidentali con mari molto mossi.  Temperature stazionarie o in lieve aumento nei valori massimi.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L&#8217;estate è lontana, l&#8217;autunno incalza</title>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2013 09:42:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leonardo Vizzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Modelli]]></category>
		<category><![CDATA[autunno]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>

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		<description><![CDATA[Un cordiale buongiorno a tutti i lettori. Va concludendosi una delle primavere più piovose degli ultimi 200 anni, con diverse zone italiane che hanno già raggiunto o superato la media pluviometrica annua nel giro di 5 mesi. Le cause di questa primavera &#8220;atipica&#8221; se paragonata alle stagioni degli ultimi anni erano già state spiegate nel]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Un cordiale buongiorno a tutti i lettori. Va concludendosi una delle primavere più piovose degli ultimi 200 anni, con diverse zone italiane che hanno già raggiunto o superato la media pluviometrica annua nel giro di 5 mesi. Le cause di questa primavera &#8220;atipica&#8221; se paragonata alle stagioni degli ultimi anni erano già state spiegate nel precedente articolo, ovvero anomalie medie positive in sede polare e corrispondenti anomalie negative persistenti a medio-basse latitudini, <span id="more-3610"></span>probabilmente figlie del fortissimo evento di riscaldamento stratosferico avvenuto a gennaio.</p>
<p>Ci stiamo così avvicinando al 1 giugno, giorno d&#8217;inizio dell&#8217;estate meteorologica, che dovrebbe coincidere con  l&#8217;inizio di periodi più stabili con le fasi instabili/perturbate più limitate nel tempo e nello spazio.</p>
<p>Eppure il percorso d&#8217;ingresso della stagione estiva sembra che sarà tutt&#8217;altro che privo di ostacoli.</p>
<p>Le ragioni vanno ricercate in quello che potrebbe accadere la settimana prossima quando potremmo addirittura essere catapultati in una fase tardo autunnale.</p>
<p>Dopo un inizio di settimana caratterizzato da instabilità più circoscritta alle aree interne e montuose pare infatti che a partire dal 24 maggio una pulsazione (l&#8217;ennesima) meridiana dell&#8217;anticiclone delle Azzorre potrebbe veicolare la discesa di un&#8217;intensa (per il periodo) massa fredda di matrice artico-marittima direttamente dalla Groenlandia.</p>
<p>Il tutto coadiuvato dalla presenza di una cella anticiclonica sulla Scandinavia che andrebbe poi ad unirsi con la corrispettiva azzorriana isolando sulle nostre regioni una goccia colma d&#8217;aria particolarmente fredda.</p>
<p>Quali effetti?</p>
<p>Sicuramente un marcato calo termico su tutta Italia con temperature diversi gradi al di sotto delle medie stagionali in particolare nelle ore notturne.</p>
<p>Altra possibilità abbastanza concreta sarà il ritorno della neve a quote piuttosto basse (mi sento di dire anche al di sotto dei 1000m) sulle Alpi specie in caso di fenomeni intensi con rovesciamento maggiore di aria fredda al suolo.</p>
<p>Un evento che sarebbe eccezionale per l&#8217;Italia con casi simili che andrebbero ricercati negli archivi storici nazionali.</p>
<p>Per il resto del paese potremmo assistere all&#8217;ennesima fase instabile/perturbata di questa pazza primavera, fase che potrebbe spingersi anche fino a fine mese vista la quasi stazionarietà della configurazione che si verrà a creare, con una parziale risalita delle temperature a partire dal 27 maggio.</p>
<p>In allegato potete osservare il diagramma termico e precipitativo su base ENS-GFS relativo alla città di Verona a supporto di quanto descritto poc&#8217;anzi.</p>
<div id="attachment_3613" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.climameteo24.com/wp-content/uploads/2013/05/MT8_Verona_ens.png"><img class="size-medium wp-image-3613" alt="- Spaghi GFS-ENS della città di Verona, notare il calo termico in quota tra il 24 e il 27 maggio. -" src="http://www.climameteo24.com/wp-content/uploads/2013/05/MT8_Verona_ens-300x231.png" width="300" height="231" /></a><p class="wp-caption-text">&#8211; Spaghi GFS-ENS della città di Verona, notare il calo termico in quota tra il 24 e il 27 maggio. -</p></div>
<p>Prepariamoci, almeno al nord, a tirare fuori felpine e giubbini.</p>
<p>L&#8217;autunno incalza mentre l&#8217;estate, quella vera, dovrà ancora aspettare.</p>
<p>Ai prossimi aggiornamenti.</p>
<p style="text-align: center;">Leonardo Vizzi</p>
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		<title>I due volti della primavera</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Apr 2013 09:16:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leonardo Vizzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Modelli]]></category>
		<category><![CDATA[primavera]]></category>
		<category><![CDATA[sole]]></category>
		<category><![CDATA[stabilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Buongiorno a tutti i lettori. La prima parte della primavera meteorologica in Italia, e non solo, è trascorsa sotto condizioni meteo con caratteristiche tardo autunnali, talvolta pseudo-invernali (rammentiamo le nevicate al piano in alcune regioni del nord Italia verso la fine della seconda decade di Marzo, o le continue ondate di gelo che hanno interessato]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno a tutti i lettori. La prima parte della primavera meteorologica in Italia, e non solo, è trascorsa sotto condizioni meteo con caratteristiche tardo autunnali, talvolta pseudo-invernali (rammentiamo le nevicate al piano in alcune regioni del nord Italia verso la fine della seconda decade di Marzo, o le continue ondate di gelo che hanno interessato il Regno Unito e l&#8217;Europa centro-orientale). Va ricordato che primavera non è sinonimo di tempo stabile e mite ma al<span id="more-3455"></span> contrario, essendo stagione di transizione verso l&#8217;estate, dovrebbe essere caratterizzata da un&#8217;estrema dinamicità meteorologica specie nella prima parte.</p>
<p>Quindi non stupiamoci più di tanto, a scala nazionale, di quanto avvenuto negli ultimi periodi; diverso invece il discorso a livello europeo ma non è questo lo scopo di tale articolo.</p>
<p>La situazione descritta è stata in buona parte figlia dello sconquasso stratosferico (evento ESE ) verificatosi verso la fine di gennaio sul Polo Nord il quale ha avuto ripercussioni a lunghissimo termine sull&#8217;Europa, con una perdurante anomalia positiva in sede polare ed una corrispondente anomalia negativa a latitudini più meridionali, le quali hanno provocato gli eventi talvolta eccezionali dell&#8217;ultimo periodo.</p>
<p>Ora, da quel che si evince dai principali Global Models, pare che tale anomalia sia destinata ad attenuarsi e ciò potrebbe finalmente favorire il passaggio a condizioni meteo decisamente più stabili e miti.</p>
<p>Pare infatti che a partire dal 14-15 del c.m. un affondo meridiano del getto al largo delle coste del Portogallo possa provocare una decisa risalita di correnti molto più temperate, di matrice subtropicale in direzione del bacino centro-meridionale del mediterraneo.</p>
<p>Cio è ben evidente dalle ENSEMBLE GFS della città di Verona allegate,  dalle quali si evince un netto aumento termico in quota ed al suolo a partire dal 14-15 aprile accompagnato da un netto decremento dell&#8217;instabilità.<a href="http://www.wetterzentrale.de/topkarten/fsavnmgeur.html"><br />
</a></p>
<div id="attachment_3457" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.climameteo24.com/wp-content/uploads/2013/04/MT8_Verona_ens.png"><img class="size-medium wp-image-3457" alt="- Spaghi GFS Verona -" src="http://www.climameteo24.com/wp-content/uploads/2013/04/MT8_Verona_ens-300x231.png" width="300" height="231" /></a><p class="wp-caption-text">&#8211; Spaghi GFS 00z Verona del 9 aprile 2013 -</p></div>
<p>Sembra che tale fase possa perdurare per almeno 10 giorni dando modo così alle terre di poter assorbire i notevoli quantitativi d&#8217;acqua piovuti negli ultimi mesi.</p>
<p>Anche il modello delle ECMWF sembra avvalorare in linea generale questa tendenza seppur con l&#8217;incognita di una possibile retrogressione nord-orientale intorno al 13-14-15 aprile che potrebbe minare la stabilità e mantenere un profilo termico leggermente più fresco in particolar modo sui settori orientali della penisola.</p>
<p>Per il modello GFS  tale retrogressione sembrerebbe influenzare in modo molto più marginale il nostro paese, ma si sa che quando si ha a che fare con flussi retrogradi le incognite  sono sempre dietro l&#8217;angolo.</p>
<p>In conclusione quel che pare ormai assodato è che con buona probabilità la primavera potrebbe mostrarci, a partire da metà mese, il suo lato stabile e gradevole dopo quello perturbato ed a tratti freddo della prima parte.</p>
<p>Una primavera dai due volti&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<p>Ai prossimi aggiornamenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">Leonardo Vizzi</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il canto del cigno dell&#8217;inverno</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Mar 2013 17:16:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leonardo Vizzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Modelli]]></category>
		<category><![CDATA[GFS]]></category>
		<category><![CDATA[inverno]]></category>

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		<description><![CDATA[Buongiorno a tutti i lettori. Dall&#8217;analisi delle emissioni dei principali Global Models, l&#8217;americano GFS e l&#8217;europeo ECMWF si evince come siano in aumento le quotazioni per un significativo colpo di coda dell&#8217;inverno nel periodo 12-16 Marzo. Tale visione è confermata anche dalle ENSEMBLE dei rispettivi modelli seppure con le dovute differenze visto anche il lag]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno a tutti i lettori. Dall&#8217;analisi delle emissioni dei principali Global Models, l&#8217;americano GFS e l&#8217;europeo ECMWF si evince come siano in aumento le quotazioni per un significativo colpo di coda dell&#8217;inverno nel periodo 12-16 Marzo. Tale visione è confermata anche dalle ENSEMBLE dei rispettivi modelli seppure con le dovute differenze visto anche il lag temporale che ci separa dall&#8217;evento. Ma cosa potrebbe accadere in particolare?<span id="more-3200"></span></p>
<p>La pulsazione verso il polo nord dell&#8217;anticiclone delle Aleutine nell&#8217;oceano Pacifico in collaborazione con la parziale spinta meridiana dell&#8217;anticiclone delle Azzorre nell&#8217;oceano Atlantico andrebbe a convogliare notevoli flussi di calore verso il polo, creando una sensibile destabilizzazione dell&#8217;intera struttura del Vortice Polare. Se a ciò aggiungiamo ulteriori contributi di calore provenienti anche dalla stratosfera ecco che l&#8217;accoppiamento troposfera-stratosfera potrebbe andare a produrre, un marcato displacement se non addirittura uno split dell&#8217;intera colonna del vortice polare con un lobo minore collocato su Canada/USA settentrionali e il lobo più consistente su Russia, Siberia e nazioni Baltiche che potrebbero vivere l&#8217;ennesima cruda fase invernale.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 440px"><img alt="" src="http://modeles.meteociel.fr/modeles/gens/run/gensnh-21-1-144.png?0" width="430" height="430" /><p class="wp-caption-text">&#8211; Media delle Ensemble GFS che evidenzia a 144h il VP troposferico con una netta suddivisione dei suoi lobi con quello siberiano che potrebbe spingersi fin sull&#8217;Italia -</p></div>
<p>Visto il periodo stagionale potremmo classificare tale episodio come FINAL WARMING.</p>
<p>Per ciò che concerne il resto dell&#8217;Europa sembra abbastanza probabile che una propaggine anche piuttosto consistente del lobo siberiano possa spingersi fino alle nazioni centrali europee.</p>
<p>Germania, Olanda, Francia centro settentrionale, Polonia ed altri paesi potrebbero quindi trovarsi alle prese con diversi giorni di gelo intenso e bufere di neve.</p>
<p>E l&#8217;Italia?</p>
<p>Al momento sembra sempre più possibile un coinvolgimento anche del bel paese anche se non è ancora ben chiara la portata di tale irruzione gelida (legata soprattutto ad una debole ripresa di attività ciclonica sulle coste orientali canadesi la quale potrebbe influire negativamente sulla tenuta del blocco alle correnti atlantiche ad ovest) e, soprattutto la direttrice che prenderà l&#8217;aria in ingresso che, onde evitare equivoci, non avrà nulla a che vedere con quella siberiana ma avrà caratteristiche al più artico-continentali vista la sua provenienza dal Mare del Nord e dall&#8217;Artico russo.</p>
<p>Per GFS infatti sembra prevalere una componente leggermente più occidentale che dal punto di vista precipitativo (per la neve avremo modo di tornare a parlarne) potrebbe favorire un po&#8217; tutte le regioni italiane, mentre per l&#8217;europeo ECMWF potrebbe prevalere una componente leggermente più orientale con parte dell&#8217;aria fredda che andrebbe ad impattare contro la catena alpina e parte in ingresso dalla porta della Bora con risvolti precipitativi più evidenti su regioni di nord-est, adriatiche e meridionali.</p>
<p>L&#8217;aspetto sul quale pare per ora concordare la maggior parte dei modelli è quello relativo alla durata della fase fredda che non dovrebbe protrarsi oltre i 4-5 giorni almeno per l&#8217;Italia.</p>
<p>Insomma l&#8217;inverno potrebbe salutarci in maniera degna del suo nome.</p>
<p style="text-align: right;">Leonardo Vizzi</p>
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